Il piacere di mostrare un bel sorriso

Come si sono evoluti gli impianti

Scritto da Dr. Silvio Cadel • Giovedì, 8 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Dal Dentista

L’implantologia è nata in Italia alla fine dell’800 per merito di un medico di Modena, il Dr Fòrnigini, che ebbe l’intuizione di applicare un concetto banale, utilizzando viti, (semplici viti per appendere quadri) nella bocca dei suoi pazienti per sostenere corone senza radici.

Da allora molto è stato fatto in questa specifica disciplina dell’odontoiatria, tuttavia, fino agli anni ‘70-’80, si è continuato ad applicare questo principio meccanico,  naturalmente affinando tecniche e sistemi implantari. Fa parte di questo percorso evolutivo l’introduzione da parte del Dr LinKow (U.S.A) delle prime lame di titanio,  usate nei settori posteriori, dove il riassorbimento osseo trasversale è maggiore. Le lame infatti risultarono ben adatte ad essere usate nei settori con forte riassorbimento.

Il concetto evolutivo successivo è stato quello del bicorticalismo, ovvero,  ai fini del raggiungimento di una maggiore stabilità, si avvertiva la necessità di utilizzare impianti da una corticale (parte esterna dell’osso, immaginate la corteccia di una pianta) all’altra della zona ossea interessata. Sono così nati i primi impianti ad ago o viti,  più sottili,  ma più penetranti come quella di Garbaccio per conseguire l’obiettivo.

Tutta la fase storica dell’implantologia vede l’odontoiatria italiana in prima linea con alcuni esponenti, medici italiani tra cui il Dr Tramonte e il Dr Pasqualini, appunto, divenuti poi professionisti di fama internazionale.


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L'alitosi, problema personale e sociale

Scritto da Dr. Silvio Cadel • Lunedì, 17 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Dal Dentista

L'alitosi è un disturbo molto frequente, pare addirittura che ne sia affetto il 50% della popolazione mondiale.
Chi ne è soffre è senza dubbio soggetto a sgradevoli problemi di carattere sociale.

Ancora una volta il problema è legato nel 90% dei casi a patologie del cavo orale. Studi clinici hanno infatti dimostrato che soltanto nel 10% dei casi l'alitosi è correlata a malattie di carattere sistematico, ci si riferisce a ernia iatale, problemi al fegato, intestino, reni e talvolta addirittura all'effetto collaterale di specifici trattamenti farmacologici.

L'attenzione va posta sugli stati infiammatori del cavo orale, quali gengiviti e tasche gengivali, unitamente a carie, protesi e ricostruzioni danneggiate.
Il cattivo odore è molto spesso indice di malattia parodontale avanzata, quella che ormai si identifica per lesione ossea o tasca gengivale profonda, difficilmente raggiungibili. Nelle tasche si annidano infatti colonie di germi in grado di produrre gas maleodoranti, nonostante un'accurata igiene orale quotidiana. Quindi anche nelle bocche più pulite, le molecole che causano gli odori, note come composti volatili solforati (V.S.C.), vengono prodotte dalla degradazione spontanea di batteri e cellule umane.

Dentifrici e colluttori tradizionali aiutano a coprire questi odori, normalmente con profumazioni e aromatizzanti, mentre i V.S.C, ancora presenti, continuano a causare alito cattivo.
Presso gli studi odontoiatrici, uno dei sistemi più efficaci per combattere l'alitosi risulta essere l'impiego di Closys II. Si tratta di una molecola a base di diossido di cloro, che spezza i legami molecolari dei V.S.C., causa primaria dell'alitosi appunto, in modo da distruggerli completamente.

La rilevazione dell'entità di gas presente nel cavo orale può essere effettuata grazie all'impiego di un apparecchio, l'halimeter, che consente di monitorare i cambiamenti della qualità dell'alito nelle varie fasi di cura.

E' tuttavia consigliabile porre attenzione ai casi in cui l'alitosi sia semplicemente una fobia, pertanto non espressamente legata ad una effettiva patologia del paziente ed evidenzi, piuttosto, una più generica insicurezza latente. Le donne ad esempio avvertono la presenza di cattivi odori in maniera più marcata degli uomini, anche per una innata sensibilità agli stimoli odorosi.

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Un po' di poesia in sala d'aspetto

Scritto da Dr. Silvio Cadel • Sabato, 8 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Dal Dentista

Un po’ di poesia in sala d’aspetto.Cavan Kerry Press, la  casa editrice americana  con sede in New Jersey, nel 2009 ha messo a punto un programma che si poneva l’obiettivo di stimolare l’interesse verso la letteratura e la poesia all’interno di presidi sanitari.

Ha così distribuito gratuitamente  5000 copie di una raccolta di poesie in 200 sale d’attesa di 28 ospedali americani. L’impatto sui pazienti è stato molto positivo, tanto che, successivamente, ne sono state fornite ulteriori copie a studi medici associati perché gli specialisti potessero farne omaggio ai pazienti, alle famiglie ed ai propri cari.

The Waiting Room Reader – ovvero – Il lettore della sala d’attesa è il titolo della raccolta che si propone di appassionare e tenere compagnia a coloro che, forzati da un’attesa talvolta snervante, sfogliano svogliatamente riviste specialistiche o periodici un po’ datati.

L’audace iniziativa è stata applaudita  soprattutto per il meritevole scopo di divulgare testi di grande valore educativo. Il riscontro dei pazienti, destinatari dell’opera, è stato davvero entusiasmante.
Il pubblico, nel contesto delle sale d’attesa ha dimostrato grande coinvolgimento per la lettura, preferibile a periodici fitti di costume e cronaca dai contenuti pressoché incosistenti.
Ci auguriamo che “ la spinta gentile” verso un genere di informazione più educativo sia in grado di allietare, a breve, oltreoceano, le nostre lunghe attese.  

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Parliamo di carie

Scritto da Dr. Silvio Cadel • Sabato, 8 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Dal Dentista

La carie è stata sempre associata come malattia principale, dei denti e in generale del cavo orale. Consiste nella distruzione dei tessuti duri (smalto e dentina). Arrivando in profondità verso la polpa, esplode la sintomatologia dolorosa tipica della malattia.

La demineralizzazione dei tessuti calcificati e la distruzione della struttura proteica della componente organica, sono causati da enzimi batterici.
Ecco allora le cause principali:
-Presenza di una flora batterica, cioè di un insieme di differenti specie batteriche all’interno di quella che viene definita placca batterica, costituita anche da cellule epiteliali, acqua e una matrice organica. Questa, della flora batterica, è la causa determinante della carie.

-Dieta sbilanciata verso i carboidrati.
-Predisposizione alla malattia, dovuta a fattori genetici e poi a stili di vita poco salubri, tipo fumo, stress, mancanza di igiene orale.


Oggi l’insorgenza della carie nella popolazione mondiale sta riducendosi. Merito della migliore prevenzione e della fluoro profilassi delle acque potabili. Il fluoro è attivo sia nella fase di permuta dei denti, permettendo di trasformarsi in fluoro apatite, che rende i tessuti duri e meno aggredibili, sia sui denti già erotti, producendo la remineralizzazione dei tessuti stessi.

Altra fonte di rischio è una dieta sbilanciata verso gli zuccheri, non supportata da una corretta igiene orale.
Concludendo, la completa conoscenza di questi fattori, conduce a comportamenti corretti che portano, come statisticamente dimostrato, alla riduzione significativa di questa malattia. 

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Perchè si perdono i denti?

Scritto da Dr. Silvio Cadel • Sabato, 1 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Dal Dentista

La perdita dei denti sani in sogno rientra nella categoria "incubi" e indica simbolicamente il timore di perdere forza, virilità (per gli uomini), prestanza fisica, in qualche modo potere proprio perché i denti sono parte integrante del nostro corpo.
Pertanto la dentatura nei sogni compare spesso perché è collegata alle emozioni ed è associata al nutrimento, all’amore.
Conosciamo infatti espressioni quali: …ti divorerei di baci oppure … ha il dente avvelenato nel caso di tensione nei confronti di qualcuno.

I traumi sono in testa alle cause di perdita dei denti. Frequenti in età infantile, possono evidentemente incidere anche nella vita di un adulto. Pensiamo agli innumerevoli incidenti ai quali è esposto il massiccio facciale (le ossa del viso).

In realtà, le cause che statisticamente risultano più frequenti, sono riferibili alle due principali patologie del cavo orale e cioè, la carie e la parodontite, nome attuale di quella che una volta era conosciuta come piorrea.Sebbene, secondo i dati attuali della OMS, ormai la carie, proprio per i meccanismi di prevenzione più precisi e puntuali che in passato, incide meno della seconda.

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